Alessandro Algardi
Scultore italiano del pieno Barocco e rivale di Bernini a Roma.
Alessandro Algardi (31 luglio 1595 – 10 giugno 1654) è stato uno scultore italiano del pieno Barocco, attivo quasi esclusivamente a Roma. Negli ultimi decenni della sua vita fu, insieme a Francesco Borromini e Pietro da Cortona, uno dei principali rivali di Gian Lorenzo Bernini a Roma. Oggi è ammirato soprattutto per i suoi busti-ritratto, caratterizzati da grande vivacità e dignità.
- born
- 31 July 1595
- died
- 10 June 1654
- field
- Sculpture
- nationality
- Italian
- known_for
- Portrait busts, high-relief marble panel 'Fuga d'Attila'
Lore & Background
Algardi nacque a Bologna, dove fece apprendistato nello studio di Agostino Carracci e in seguito lavorò per Giulio Cesare Conventi. Le sue due prime opere conosciute sono statue in gesso di santi nell'Oratorio di Santa Maria della Vita a Bologna. A vent'anni, Ferdinando I, duca di Mantova, iniziò a commissionargli opere. Dopo un breve soggiorno a Venezia, si recò a Roma nel 1625 con una lettera di presentazione per il cardinale Ludovico Ludovisi, che lo impiegò nel restauro di statue antiche.
Per quasi un decennio a Roma, Algardi lottò per ottenere riconoscimenti mentre Bernini e la sua bottega si aggiudicavano la maggior parte delle commissioni importanti. La sua prima grande commissione arrivò nel 1634 per il monumento funebre di papa Leone XI, completato per lo più entro il 1644. La tomba rispecchia il progetto di Bernini per Urbano VIII, ma è meno dinamica, con figure allegoriche di Magnanimità e Liberalità che mostrano una dignità impassibile. Opere come la statua colossale di Filippo Neri e la decapitazione di San Paolo consolidarono la sua reputazione.
Con l'ascesa al soglio pontificio di Innocenzo X nel 1644, Algardi ottenne il favore papale e commissioni spagnole, tra cui caminetti per il Palazzo Reale di Aranjuez e figure per fontane. Il suo grande pannello marmoreo ad alto rilievo 'Fuga d'Attila' (1646–1653) per la Basilica di San Pietro rivitalizzò l'uso di tali rilievi marmorei. Morì a Roma entro un anno dal suo completamento.
Reader's Guide
L'importanza di Alessandro Algardi risiede nel suo ruolo di principale alternativa a Gian Lorenzo Bernini durante il pieno Barocco romano. Mentre l'opera di Bernini è caratterizzata da un dramma dinamico e da un'eccitazione policroma, la scultura di Algardi mostra una sobrietà contenuta e una moderazione classicista più vicina a François Duquesnoy. I suoi busti-ritratto sono noti per la grande vivacità e dignità, con un'attenzione ossessiva alla fisionomia psicologicamente rivelatrice e ai minimi dettagli di costumi e panneggi. Il suo grande rilievo marmoreo 'Fuga d'Attila' rilanciò l'uso di rilievi marmorei monumentali nelle chiese romane, raffigurando un momento di intervento divino con drammatica tridimensionalità. Il suo stile classicista fu portato avanti da allievi come Ercole Ferrata, Domenico Guidi e Antonio Raggi. I suoi modelli in terracotta, alcune opere d'arte finite, erano apprezzati dai collezionisti, e una serie eccezionale si trova al Museo dell'Ermitage. Sebbene non fosse rinomato per le sue capacità architettoniche, supervisionò il progetto di Villa Pamphili. La sua eredità perdura come scultore che unì l'espressione emotiva barocca a un naturalismo dignitoso e sobrio.
Did You Know?
- Le due prime opere conosciute di Algardi sono statue in gesso di santi nell'Oratorio di Santa Maria della Vita a Bologna.
- Incontrò Diego Velázquez nel 1650, il che portò a commissioni dalla Spagna, tra cui caminetti al Palazzo Reale di Aranjuez.
- Il suo grande pannello marmoreo ad alto rilievo 'Fuga d'Attila' per la Basilica di San Pietro rivitalizzò l'uso di tali rilievi marmorei.
- Una serie eccezionale dei suoi modelli in terracotta è conservata al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.
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