Epictetus
Filosofo stoico greco che insegnava il controllo delle proprie azioni.
Epitteto (c. 50 – c. 135 d.C.) fu un filosofo stoico greco. Nato schiavo a Hierapolis, in Frigia (l'odierna Pamukkale, nella Turchia occidentale), visse a Roma fino al suo esilio, dopo il quale trascorse il resto della sua vita a Nicopoli, nella Grecia nordoccidentale. Studiò filosofia stoica sotto Musonio Rufo e, dopo la manomissione, iniziò a insegnare filosofia. Quando i filosofi furono banditi da Roma dall'imperatore Domiziano verso la fine del I secolo, Epitteto fondò una scuola di filosofia a Nicopoli. Insegnava che la filosofia è un modo di vivere e non semplicemente una disciplina teorica, sostenendo che tutti gli eventi esterni sono al di là del nostro controllo e che gli individui sono responsabili delle proprie azioni, che possono esaminare e controllare attraverso un rigoroso autodisciplina. I suoi insegnamenti furono trascritti e pubblicati dal suo allievo Arriano nei suoi Discorsi e nell'Enchiridion, influenzando molti pensatori successivi, tra cui Marco Aurelio, Rabelais, Pascal, Montesquieu, Diderot e Samuel Johnson.
- born
- c. 50 AD
- died
- c. 135 AD
- field
- Stoic philosophy
- nationality
- Greek
- known_for
- Stoic teachings on control, self-discipline, and acceptance of external events
Lore & Background
Epitteto nacque schiavo a Hierapolis, in Frigia, intorno al 50 d.C. Il suo nome di battesimo è sconosciuto; il nome Epitteto deriva dalla parola greca epíktētos, che significa 'acquisito' o 'ottenuto'. Trascorse la giovinezza a Roma come schiavo di Epafrodito, un ricco liberto e segretario di Nerone. Fin da giovane sviluppò una passione per la filosofia e, con il permesso del suo padrone, studiò filosofia stoica sotto Musonio Rufo. A un certo punto divenne disabile; Celso, citato da Origene, scrisse che la sua gamba era stata deliberatamente rotta dal suo padrone, mentre Simplicio scrisse che era stato disabile fin dall'infanzia. Ottenne la libertà qualche tempo dopo la morte di Nerone nel 68 d.C. e iniziò a insegnare filosofia a Roma. Intorno al 93 d.C., quando l'imperatore Domiziano bandì tutti i filosofi da Roma, Epitteto si trasferì a Nicopoli in Epiro, in Grecia, dove fondò una scuola di filosofia. Il suo allievo più famoso, Arriano, studiò sotto di lui intorno al 108 d.C. e in seguito scrisse i Discorsi basandosi sugli appunti delle lezioni di Epitteto. Epitteto condusse una vita di grande semplicità con pochi possedimenti, vivendo da solo per molto tempo prima di adottare il figlio di un amico in vecchiaia. Morì intorno al 135 d.C.
Reader's Guide
L'importanza di Epitteto risiede nella sua filosofia stoica pratica, che enfatizza la conoscenza di sé, la logica e l'applicazione della dottrina. Sosteneva che il fondamento di ogni filosofia è la conoscenza di sé, ovvero la convinzione della nostra ignoranza e credulità. Insegnava che la prima e più necessaria parte della filosofia riguarda l'applicazione della dottrina (ad esempio, che le persone non dovrebbero mentire), la seconda riguarda le ragioni (perché le persone non dovrebbero mentire) e la terza esamina e stabilisce tali ragioni. Non sono noti scritti di Epitteto; i suoi discorsi furono trascritti e compilati dal suo allievo Arriano nei Discorsi (quattro degli otto libri sono sopravvissuti) e nell'Enchiridion (Manuale). Arriano affermò di averli scritti parola per parola come memoriale, sebbene alcuni studiosi ne dubitino. La filosofia di Epitteto influenzò l'imperatore romano Marco Aurelio, che lo cita nei suoi Pensieri. Appare anche in un dialogo latino del II o III secolo, Dialogo tra l'imperatore Adriano e il filosofo Epitteto, che fu popolare nel Medioevo. La sua opera influenzò i filosofi illuministi francesi come Voltaire, Montesquieu, Denis Diderot e il barone d'Holbach, che lessero l'Enchiridion da studenti. Blaise Pascal descrisse Epitteto come una 'grande mente' che 'tra i filosofi del mondo ha meglio compreso i doveri' di un individuo. Nel VI secolo, il filosofo neoplatonico Simplicio scrisse un commentario sull'Enchiridion.
Did You Know?
- Epitteto nacque schiavo e il suo nome deriva dalla parola greca epíktētos, che significa 'acquisito' o 'ottenuto'.
- Divenne disabile; una fonte dice che la sua gamba fu deliberatamente rotta dal suo padrone, mentre un'altra dice che era disabile fin dall'infanzia.
- Dopo la sua morte, la sua lampada a olio fu acquistata da un ammiratore per 3.000 dracme, secondo Luciano.
- I suoi insegnamenti furono trascritti dal suo allievo Arriano, che affermò di averli registrati parola per parola.
Citazioni notevoli (Wikiquote)
"Testo greco citato da H. Schenkl, Epicteti Dissertationes (Lipsia, 1916)." — Epitteto "Τῷ λογικῷ ζώῳ μόνον ἀφόρητόν ἐστι τὸ ἄλογον, τὸ δ᾿ εὔλογον φορητόν." — Epitteto "Per l'essere razionale, solo l'irrazionale è insopportabile, mentre il razionale è sopportabile." — Epitteto "Traduzione variante: Per una creatura ragionevole, solo ciò che è irragionevole è insostenibile; ma tutto ciò che è ragionevole può essere sostenuto." — Epitteto
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