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Livy

Storico romano che raccontò Roma dalla sua fondazione fino ad Augusto.

Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.), noto in italiano come Livio, fu uno storico romano. Scrisse una monumentale storia di Roma e del popolo romano, intitolata Ab Urbe Condita, che copre il periodo dalle più antiche leggende di Roma prima della fondazione tradizionale nel 753 a.C. fino al regno di Augusto, suo contemporaneo. Fu in buoni rapporti con i membri della dinastia giulio-claudia e fu amico di Augusto.

born
59 BC in Patavium (modern Padua, Italy)
died
AD 17 in Patavium
field
History
nationality
Roman
known_for
Writing Ab Urbe Condita (History of Rome)

Lore & Background

Livio nacque a Patavium, la seconda città più ricca della penisola italica e la più grande della Gallia Cisalpina. La sua adolescenza coincise con le guerre civili degli anni 40 a.C.; il governatore Asinio Pollione tentò di convincere Patavium a sostenere Marco Antonio, ma i ricchi cittadini rifiutarono e si nascosero. In seguito Pollione commentò sprezzantemente la 'patavinità' di Livio, suggerendo provincialismi nel suo latino. Livio probabilmente si recò a Roma negli anni 30 a.C., non ricoprì mai cariche senatorie o governative e probabilmente non prestò mai servizio nell'esercito. Fu educato in filosofia e retorica e aveva indipendenza finanziaria per dedicarsi alla scrittura.

Livio era noto per tenere recitazioni a piccoli gruppi e aveva familiarità con Augusto e la famiglia imperiale. Incoraggiò il giovane pronipote di Augusto, il futuro imperatore Claudio, a scrivere storia. L'unica opera sopravvissuta di Livio è la Storia di Roma, che iniziò intorno ai 33 anni e continuò fino a quando lasciò Roma per Padova in tarda età, probabilmente sotto Tiberio. L'opera enfatizza i trionfi romani e promuove il nuovo governo di Augusto. Livio era sposato con almeno una figlia e un figlio, e scrisse anche saggi e dialoghi. Morì a Patavium nel 17 d.C.

Reader's Guide

La Storia di Roma di Livio fu molto richiesta sin dalla pubblicazione e rimase tale durante il primo impero, con Plinio il Giovane che riferì che un uomo di Cadice viaggiò fino a Roma solo per incontrarlo. L'opera servì come fonte per storici successivi come Aurelio Vittore, Cassiodoro, Eutropio e Orosio. Durante il Medioevo, la lunghezza dell'opera portò a una dipendenza da riassunti e alla perdita di manoscritti. Il Rinascimento vide una intensa rinascita: Petrarca e papa Niccolò V cercarono libri mancanti, e Lorenzo Valla pubblicò un testo emendato dando inizio agli studi liviani. Dante lo lodò, Francesco I commissionò opere d'arte su temi liviani, e i Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio di Machiavelli sono un commento alla Storia di Roma. Il racconto di Livio spinse anche la 'teoria settentrionale' delle origini etrusche, poiché collegò i Reti ai Tirreni. Nonostante errori elementari in materia militare, la sua opera fu a lungo considerata autorevole da molti romani.

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Citazioni notevoli (Wikiquote)

"Tito Livio (circa 59 a.C. – 17 d.C.), noto in italiano come Livio, scrisse una monumentale storia di Roma, Ab Urbe Condita, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata al 753 a.C.) fino al regno di Augusto." — Livio "Roma è cresciuta dai suoi umili inizi al punto da essere ora sopraffatta dalla sua stessa grandezza." — Livio "Troverò l'antichità uno studio gratificante, se non altro perché, mentre ne sono assorbito, potrò distogliere lo sguardo dai problemi che da così tanto tempo tormentano il mondo moderno." — Livio "Non possiamo sopportare né i nostri vizi né i rimedi per essi." — Livio

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