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Daniel J. Boorstin

Storico, bibliotecario del Congresso ed esponente della scuola del consenso.

Daniel Joseph Boorstin (1 ottobre 1914 – 28 febbraio 2004) è stato uno storico statunitense dell'Università di Chicago, che ha scritto su molti argomenti di storia americana e mondiale. Fu nominato dodicesimo bibliotecario del Congresso degli Stati Uniti nel 1975 e servì fino al 1987. Fu determinante nella creazione del Center for the Book presso la Biblioteca del Congresso. Rinnegando la sua giovanile appartenenza al Partito Comunista, Boorstin divenne un conservatore politico e un importante esponente della storia del consenso, enfatizzando l'unità del popolo americano e minimizzando il conflitto di classe.

born
October 1, 1914, Atlanta, Georgia
died
February 28, 2004, Washington D.C.
field
History
nationality
American
known_for
Consensus history, Librarian of Congress, The Americans trilogy, The Image

Lore & Background

Boorstin nacque nel 1914 ad Atlanta, Georgia, in una famiglia ebraica. Dopo il linciaggio di Leo Frank, la sua famiglia si trasferì a Tulsa, Oklahoma, dove fu cresciuto. Si laureò con lode all'Harvard College nel 1934, studiò al Balliol College di Oxford come borsista Rhodes e conseguì un SJD all'Università di Yale nel 1940. Si unì al Partito Comunista nel 1938, ma lo lasciò nel 1939 dopo che Russia e Germania invasero la Polonia. Fu assunto come professore assistente allo Swarthmore College nel 1942 e si unì all'Università di Chicago nel 1944, dove rimase fino al 1969. Servì come direttore e storico senior del National Museum of History and Technology dello Smithsonian Institution dal 1969 al 1975. Il presidente Gerald Ford lo nominò bibliotecario del Congresso nel 1975, carica che mantenne fino al 1987.

Boorstin sposò Ruth Carolyn Frankel il 9 aprile 1941; lei divenne la sua editrice e collaboratrice per tutta la vita. Scrisse più di 20 libri, tra cui due importanti trilogie: The Americans (il volume finale vinse il Premio Pulitzer per la storia nel 1974) e The Discoverers, The Creators e The Seekers. Il suo libro del 1961 The Image: A Guide to Pseudo-events in America coniò il termine 'pseudo-evento' e descrisse cambiamenti nella cultura americana in seguito definiti iperrealtà e postmodernità. Dopo essere stato citato in giudizio dalla Commissione per le attività antiamericane della Camera nel 1953, divenne un testimone collaborante e fece i nomi di altri membri del Partito. Le sue lezioni successive furono boicottate da alcuni studenti a causa di questa testimonianza.

Reader's Guide

L'importanza di Daniel J. Boorstin risiede nel suo ruolo di principale esponente della scuola del consenso della storia americana, che enfatizzava l'unità e minimizzava il conflitto di classe. I suoi scritti, in particolare la trilogia The Americans e The Image, raggiunsero un vasto pubblico e influenzarono sia la storiografia che la teoria sociale. Come bibliotecario del Congresso dal 1975 al 1987, creò il Center for the Book e sostenne l'idea che 'i libri e le idee creano un mondo sconfinato'. La sua eredità è complicata dalla sua precoce appartenenza al Partito Comunista, dalla successiva collaborazione con la Commissione per le attività antiamericane della Camera e dalla controversia che circondò la sua nomina a bibliotecario del Congresso, a cui si opposero alcuni liberali e l'American Library Association. Tuttavia, il suo lavoro sugli pseudo-eventi anticipò concetti successivi di iperrealtà e fake news, e le sue narrazioni celebrative dei successi tecnologici e imprenditoriali americani rimangono influenti.

Did You Know?

Citazioni notevoli (Wikiquote)

«L'istruzione è imparare ciò che non sapevi nemmeno di non sapere.» — Daniel J. Boorstin «Il grande ostacolo alla scoperta della forma della terra, dei continenti e degli oceani non fu l'ignoranza, ma l'illusione della conoscenza.» — Daniel J. Boorstin «La tecnologia è così divertente, ma possiamo annegare nella nostra tecnologia. La nebbia di informazioni può scacciare la conoscenza.» — Daniel J. Boorstin «Scrivo per scoprire cosa penso. Dopotutto, i bar non sono aperti così presto.» — Daniel J. Boorstin

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