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Frederick Jackson Turner

Storico che ha plasmato la storiografia americana con la sua tesi della frontiera.

Frederick Jackson Turner (14 novembre 1861 – 14 marzo 1932) è stato uno storico statunitense attivo all'inizio del XX secolo, prima presso l'Università del Wisconsin-Madison fino al 1910, e poi all'Università di Harvard. È noto principalmente per la sua tesi della frontiera, secondo cui la frontiera occidentale in movimento esercitò una forte influenza sulla democrazia americana e sul carattere americano dall'epoca coloniale fino al 1890. Turner promosse anche metodi interdisciplinari e quantitativi, spesso con un'enfasi sul Midwest degli Stati Uniti, e formò molti dottori di ricerca che divennero storici rinomati.

born
November 14, 1861
died
March 14, 1932
field
History
nationality
American
known_for
Frontier thesis, theories of geographical sectionalism

Lore & Background

Turner nacque a Portage, Wisconsin, figlio di Andrew Jackson Turner e Mary Olivia Hanford Turner, e crebbe in una famiglia della classe media. Suo padre era attivo nella politica repubblicana, investitore in una ferrovia, nonché redattore ed editore di un giornale; sua madre insegnava a scuola. Turner fu influenzato dagli scritti di Ralph Waldo Emerson, nonché da scienziati come Charles Darwin, Herbert Spencer e Julian Huxley, e dallo sviluppo della cartografia. Si laureò all'Università del Wisconsin nel 1884 e conseguì il dottorato in storia alla Johns Hopkins University nel 1890 con una tesi sul commercio di pellicce in Wisconsin, sotto la supervisione di Herbert Baxter Adams.

Turner non pubblicò molto; la sua influenza derivava da teorie interpretative espresse in modo conciso nei suoi articoli, che influenzarono centinaia di suoi discepoli. Le sue due teorie più influenti furono la 'Tesi della frontiera' e l''Ipotesi sezionale'. Si dimostrò abile nel promuovere le sue idee e i suoi studenti, per i quali ottenne posti nelle principali università, tra cui Merle Curti e Marcus Lee Hansen. Fece circolare copie dei suoi saggi e delle sue lezioni, pubblicò ampiamente su riviste ed esercitò una notevole influenza all'interno dell'American Historical Association. Quando Turner morì nel 1932, il 60% dei principali dipartimenti di storia negli Stati Uniti insegnava corsi di storia della frontiera compatibili con le sue teorie.

Turner non si sentì mai a suo agio ad Harvard; quando andò in pensione nel 1922 divenne studioso ospite presso la Huntington Library di Los Angeles. Il suo modello di sezionalismo come composito di forze sociali incoraggiò gli storici a utilizzare la storia sociale per analizzare gli sviluppi americani. Dopo la sua morte, l'ex collega Isaiah Bowman criticò le idee di Turner come 'curiosamente prive di prove da studi sul campo', ma le sue idee influenzarono il nuovo campo della storia ambientale e diedero un forte impulso ai metodi quantitativi.

Reader's Guide

La tesi della frontiera di Turner, presentata per la prima volta nel suo saggio del 1893 'Il significato della frontiera nella storia americana', sosteneva che la frontiera occidentale plasmò la democrazia e il carattere americani, producendo tratti come informalità, violenza, rozzezza, democrazia e iniziativa. Questa tesi ebbe un effetto enorme sulla storiografia, sebbene negli ultimi anni storici e accademici abbiano spesso discusso il lavoro di Turner. I critici a partire dagli anni '60 si lamentarono del fatto che egli trascurasse il regionalismo e rivendicasse un eccessivo egualitarismo per una frontiera che era restrittiva per donne e minoranze. La tesi del sezionalismo di Turner, raccolta in 'Il significato delle sezioni nella storia americana', che vinse il Premio Pulitzer per la storia nel 1933, sosteneva che diversi gruppi etnoculturali avevano modelli di insediamento distinti che si manifestavano in politica, economia e società. Nonostante le critiche, le idee di Turner influenzarono molti tipi di storiografia, inclusa la storia religiosa, e la sua enfasi sui metodi interdisciplinari e quantitativi è stata confermata da studiosi successivi che utilizzano nuove tecniche statistiche. Turner credeva che, a causa dei suoi stessi pregiudizi e della quantità di prove storiche contrastanti, un metodo interdisciplinare fosse il modo più accurato per analizzare la storia.

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