Nagarjuna
Filosofo indiano che fondò la scuola Madhyamaka del buddhismo.
Wikipedia / Wikimedia Commons
Nāgārjuna (sanscrito, da Nāga + Arjuna; ca. 150 – ca. 250 d.C.) è stato un monaco erudito, filosofo e insegnante (acharya) indiano del buddhismo Mahāyāna, originario dell'India meridionale. È considerato il fondatore della scuola Madhyamaka (Centrismo, Via di Mezzo) ed è ampiamente riconosciuto come il più importante filosofo buddhista dopo lo stesso Buddha, tanto da essere chiamato il 'secondo Buddha' nel buddhismo tibetano. I suoi trattati sono i testi fondativi della visione della vacuità (Śūnyatāvāda) o Madhyamaka, e rimane una figura chiave in tutte le tradizioni contemporanee del buddhismo Mahāyāna.
- born
- c. 150 CE (conventional, based on association with Sātavāhana king)
- died
- c. 250 CE (conventional)
- field
- Buddhist philosophy, Madhyamaka
- nationality
- Indian (south India)
- known_for
- Founder of Madhyamaka school, doctrine of emptiness (śūnyatā), author of Mūlamadhyamakakārikā
Lore & Background
Si sa molto poco con certezza della vita di Nāgārjuna, e gli storici moderni non concordano su una data o un luogo specifici. La maggior parte degli studiosi lo colloca nell'India meridionale tra il I e il III secolo d.C. I resoconti superstiti furono scritti in cinese e tibetano secoli dopo la sua morte e sono per lo più agiografici e storicamente non verificabili. I resoconti più antichi risalgono all'epoca di Kumārajīva (350–409 o 344–413) e sono scarni. Alcuni studiosi, come Joseph Walser, sostengono che Nāgārjuna fosse un consigliere di un re della dinastia Sātavāhana, forse Yajña Śrī Śātakarṇi (ca. seconda metà del II secolo), collocandolo intorno al 150–250 d.C. Walser suggerisce anche che probabilmente visse in un monastero misto dove i Mahāyānisti erano una minoranza, forse affiliato alle sottoscuole Purvasailya, Aparasailya o Caityaka dei Mahāsāṃghika, e che scrisse il Ratnavali nella regione dell'Andhra vicino a Dhanyakataka (l'odierna Amaravati) alla fine del II secolo.
Le agiografie tradizionali, a partire dalla cerchia di Kumārajīva, descrivono Nāgārjuna come il più grande bodhisattva dopo Śākyamuni, vissuto quando il Dharma era 'decadente e debole' e che salvò il Mahāyāna attraverso il dibattito e la scrittura. Secondo la prefazione di Huiyuan al Da zhidu lun, Nāgārjuna divenne monaco, visse in isolamento, praticò il dhyāna, ebbe un risveglio, viaggiò sull'Himalaya per ricevere insegnamenti Mahāyāna da uno śramaṇa, e poi si recò al palazzo dei nāga, dove padroneggiò tutti i canoni. Le agiografie cinesi e tibetane successive aggiungono che era un bramino convertitosi al buddhismo, che viaggiò al palazzo dei nāga, e fu descritto come un taumaturgo che lanciava incantesimi e un maestro di mantra e alchimia. È anche associato alla rivelazione dei sūtra Prajñāpāramitā dopo che erano stati nascosti, e alle tradizioni Vajrayana e della Terra Pura.
Reader's Guide
L'importanza di Nāgārjuna risiede nel suo ruolo fondante nel buddhismo Mahāyāna attraverso la scuola Madhyamaka. Il suo Mūlamadhyamakakārikā (Versi fondamentali sul Madhyamaka) è il testo più importante sulla filosofia della vacuità (śūnyatā), che ha influenzato la filosofia indiana per un millennio e rimane una fonte dottrinale indispensabile per il buddhismo dell'Asia orientale e indo-tibetano. L'MMK ha ispirato numerosi commentari in sanscrito, cinese, tibetano, coreano e giapponese e continua a essere studiato oggi. Nāgārjuna è ampiamente considerato il più importante filosofo buddhista dopo il Buddha, e nel buddhismo tibetano è chiamato il 'secondo Buddha'. Fu un difensore del movimento Mahāyāna in un'epoca in cui era una minoranza all'interno del buddhismo nikāya. I suoi scritti aprirono la strada alla fioritura del Mahāyāna, come notato dalle prime fonti cinesi. Le tradizioni successive, inclusi il buddhismo della Terra Pura e quello esoterico, lo rivendicano come patriarca, ed è associato alla trasmissione degli insegnamenti dei mantra e delle pratiche alchemiche. Nonostante la scarsità di dati storici affidabili, la sua eredità filosofica perdura in tutte le tradizioni Mahāyāna contemporanee.
Did You Know?
- Nāgārjuna è chiamato il 'secondo Buddha' nel buddhismo tibetano.
- Il suo Mūlamadhyamakakārikā è il testo più importante sulla filosofia Madhyamaka della vacuità.
- Le agiografie tradizionali affermano che recuperò i sūtra Prajñāpāramitā dal palazzo dei nāga.
- È considerato un patriarca sia nella tradizione della Terra Pura che in quella del buddhismo esoterico dell'Asia orientale.
Citazioni notevoli (Wikiquote)
"Io, senza afferrare, supererò il dolore,E raggiungerò il nirvāṇa," dice uno.Chiunque afferra in questo modoHa un grande attaccamento." — Nagarjuna "Se pensi di vedere entrambiDistruzione e divenire,Allora vedi distruzione e divenireCon una visione offuscata." — Nagarjuna "Grazie alla fede ci si affida alle pratiche,Grazie alla saggezza si conosce veramente.Di queste due la saggezza è la principale,La fede è il suo prerequisito." — Nagarjuna "Io non sono, non sarò.Non ho, non avrò."Questo spaventa tutti gli infantiliE spegne la paura nei saggi." — Nagarjuna
More in Notable Figures (3)
Elsewhere in the Historical Figures universe
Spotted an error? Know more?
This is a living reference — every entry is fact-audited, and reader corrections feed straight into our audit queue. Suggest an edit · See this site's audit record
